Passa ai contenuti principali

Brit Floyd a Genova


"The world's gratest Pink Floyd Show", così titola il sito ufficiale dei Brit Floyd, cover band dedita a replicare fedelmente quella che è stata la magia del gruppo di Roger Waters e David Gilmour.



Ma riescono a tenere fede alle aspettative?

SI! e perfino a superarle,mettendo in scena uno dei più grandi spettacoli di musica rock che una cover band -e non solo- possa realizzare.

Nella cornice del Politeama Genovese uno spettacolo del genere è sicuramente aiutato dalla non eccessiva grandezza della struttura che permette di amplificare il suono e gli effetti al limite della perfezione.

Il concerto è stato appunto grandioso ,come detto, ma anche incredibilmente dettagliato nell'omaggiare il gruppo a cui si è ispirato.

La session si apre con un bellissimo omaggio agli inizi dei Floyd: sulle note di "Shine on your crazy diamond" appare un immagine finale di Syd Barret , fondatore e primo frontman del gruppo negli anni '60.

Passando da "Arnold Layne" e "High Hopes" ,con video che spiegano da quale album derivano,si arriva all'immensa "Another Brick in the Wall" ,di durata pari all'originale : infinita anche nella sua bellezza. E' qui il gruppo lascia tutti senza fiato per la loro bravura: se si chiudono gli occhi si è trasportati negli anni '70 e sul palco ci sono proprio i Pink Floyd.

Edo Scordo, chitarrista milanese, entrato a far parte del gruppo di recente, è un formidabile performer , i suoi assoli sono incredibili e si uniforma benissimo alla qualità già eccelsa degli altri compagni.

Damian Darlington è colui che ha fatto nascere e crescere il progetto nel 2011 , e anche uno dei frontman sul palco cantando e suonando a fianco di Ian Cattel, la voce e il basso del gruppo.
Impossibile non citare anche le coriste, tra cui Eva Avila che ha fatto impazzire la platea nella interpretazione di "The great gig in the sky"


Luci e suoni psichedelici che hanno caratterizzato i Pink sono praticamente identici e anche superiori al passato date le tecnologie del momento , ma usate tutte in maniera artistica , vedi la luce bianca puntata sugli spettatori per emulare un elicottero o i fasci luminosi per dare risalto alla copertina di The dark side of the Moon.

Le ben tre ore di concerto (intervallate da una pausa di venti minuti) sono volate e dopo l'esibizione di grandi classici, tra cui "The dogs of war" , "Wish you were here" e "The final cut", si arriva alla fine (quasi) del set emozionando tutti con "Comfortably Numb" che , con la sua durata originale, fa venire voglia di ascoltarli per altre tre ore .

Sono invece giunti i titoli di coda... Anzi no!
Il gruppo rientra per il classico encore finale e delizia tutti con "Eclipse" e "Run like hell" !

All'ultima nota la sala è tutta in piedi e non smette più di applaudire e siamo certi che questa è una scena a cui i Brit Floyd sono abituati, perchè noi non abbiamo assistito a una semplice cover band ma a un tuffo nel passato , perfetto e dettagliato, dei Pink Floyd e addosso ci è rimasta la stessa soddisfazione di chi ha avuto la fortuna di vedere il gruppo di Gilmour e Waters dal vivo negli anni del suo splendore.

Qui potete ascoltare i brani riprodotti nel concerto nella versione originale dei Pink Floyd.

Commenti

Post popolari in questo blog

Intervistiamo i Reasons Behind!

Ciao, innanzitutto grazie per concederci questa intervista. Iniziamo. La prima domanda riguarda la vostra storia con il mondo del rock, come lo avete scoperto,e come vi ci siete innamorati? Considerato che l’età dei membri della band varia parecchio, la risposta a questa domanda non può essere univoca, perché ciascuno di noi ha vissuto una fase diversa della continua evoluzione del rock, anche se magari solo per qualche anno. Il nostro chitarrista Gabriele, ad esempio, è degli anni 80 e ha vissuto il periodo in cui il video musicaleè diventato mainstream, scoprendo band come Europe, Queen o anche Bon Jovi. Michele (il bassista) fa parte di una famiglia in cui non è il solo musicista, quindi la musica lo ha accompagnato fin dalla tenera età, mentre per il nostro batterista Andrea la cosa è stata un po’ più di stomaco, visto che comprò il suo primo CD degli Iron Maiden perché attirato dalla copertina. Elisa è invece un caso un po’ più particolare, essendosi avvicinata al mondo del rock/m

ELL'nRock la nuova rubrica di Elena Strizzolo

Elena Strizzolo: la rockmodel che sta facendo impazzire i social... Vantando un seguito di oltre 50mila followers totali tra Facebook e Instagram, nei quali è molto seguita e stimata proprio per la sua genuinità, schiettezza e determinazione.  Nata in Veneto da mamma veneta e papà friulano, Elena è da sempre appassionatissima di musica rock, e vanta esperienze artistiche nel campo musicale come speaker radiofonica, fotomodella InkModel/ Rockmodel/Bikermodel, influencer per brand di abbigliamento, presentatrice di concerti rock e metal, programmi TV, ballerina, promoter e supporter di importanti eventi nazionali ed internazionali, inoltre ha lavorato anche come commessa di merchandise rock a Londra e il suo sogno è quello di poter unire la sua grande passione per la musica rock ad una vera e propria professione e farne di essa un lavoro a tutti gli effetti.  Elena inoltre ha da poco ultimato il corso per diventare dj e dj producer ed è pronta ad affacciarsi a questa

Lez Punk by Jo : Riot Grrrl, Bikini Kill!

Hi Punkrockers ! Dato che questo 25 novembre sarà la giornata mondiale contro la violenza sulle donne ho pensato di portarvi un articolo un po' speciale ;) Voglio parlare del movimento Riot Grrrl e delle sue principali band. Questo movimento ha origine negli anni 90 nelle zone di Washington e comprende tutte quelle punk rock band che trattavano quasi esclusivamente temi come femminismo, stupro, abusi domestici e sessismo. Pochi anni dopo la sua nascita questo nuovo entusiasmo andava spegnendosi ma comunque la sua influenza è presente sia nella cultura indie sia in alcune band di oggi. Uno dei principali gruppi delle Riot Grrrl sono le uniche Bikini Kill, coloro che hanno dato vita a questo movimento. Si formarono a Washington negli anni '90 e sono famose per lo più per loro tipica frase che ripetevano a squarciagola a ogni concerto "Girls to the front" che invitava le donne a stare sotto il palco dando loro così maggiore autorità. Sono riconosciute anche per le loro f