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Edoardo Bennato a Genova



A volte si tende a non giudicare Rocker chi ha la sola colpa di non essere nato nel nuovo continente, figuriamoci se italiano e ormai di una certa età.

Edoardo Bennato ,invece, ribalta ogni pregiudizio e vedere un suo live dà la certezza che, si questo è rock!

In una stupenda cornice come il Carlo Felice di Genova, teatro abituato più a opere che a eventi popolari, il cantautore napoletano ha dato sfoggio delle sue immense qualità.
Il concerto si è diviso in tre parti.

La prima è stata dedicata alle canzoni di un tempo, quelle con una melodia leggermente più morbida, con l'aiuto di un bravissimo gruppo di archi,il Quartetto Flegreo, capace di trasformare canzoni come in "Fila per tre" ,"Dottori medici e sapienti" ,"Cantautore" e l'intramontabile "L'isola che non c'è" in un bellissimo connubio tra Rock e musica classica. 


La seconda parte invece ha visto protagonista assoluto il solo Bennato che, con il suo trittico di strumenti (chitarra, armonica e tamburello suonato con il tacco del piede destro) si è esibito in un medley formato da altri suo grandi classici rivisitati come "Il gatto e la volpe" e "Sono solo canzonette".


L'arrivo sul palco del suo gruppo rock segna l'inizio dedicato ai suoi ultimi lavori e anche l'ultima dello spettacolo.
Ecco, qui Bennato stupisce tutti con le sue nuove idee e i suoi nuovi brani, perché davvero non si pone confini e limiti come dice più volte al pubblico, distribuisce rocknroll a più non posso con le bellissime "Lucignolo" e "Geppetto" , nelle successive "a Napoli 55 è a' musica"  e "Vendo Bagnoli" regala assoli di batteria e chitarra (bravissimi i suoi artisti) in grado di fare rivivere i grandi fasti del passato ma anche dimostrando che lui, in Italia, è uno dei pochi Rocker ancora attivi che non si è venduto alle correnti del mercato e ne siamo certi sarà sempre così ,genuino, diretto e rocknroll!


Il finale esplosivo lo dà una rockeggiante "il Rock di Capitan Uncino" , ma prima che tutti se ne vadano sorprende tutti e torna in scena con un bis pazzesco e si congeda sulle note di "In prigione in prigione".


Se c'era qualche dubbio il Rock è come il vino ,più invecchia e più è di qualità, vale lo stesso per Bennato che a 72 anni sta portando ancora in alto la parola della musica!.



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