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It's only rock 'n roll By Paolo Maoirino : Rage Against The Machine

Il 10 Agosto 1997 è un’altra data per me memorabile. Uno di quegli eventi di cui raccontare ogni singolo istante. Avrei tanto voluto partecipare alla tre giorni di Woodstock, ma avevo due anni e sono giustificato .

Quando circolo’ la notizia di un tour dei Rage Against The Machine insieme ai Wu Tang Clan, pensai che semplicemente non potevo perdermeli, per le motivazioni socio politiche di quel tour, per l’incommensurabile valore artistico dell’incontro di due culture così diverse tra loro, ma entrambi allineate contro il sistema. E poi perché era una realtà tutta americana e solo li avrei potuto viverla. Ero tornato in Italia alla fine del 1990 e proprio quell’estate mi stavo per trasferire da Roma a Milano. Ma il cordone ombelicale con gli States era ancora troppo forte.




Ricordo che dissi al mio amico Rick di prendere i biglietti per lo show del 10/8 al Lakewood Amphitheater. Quel giorno passammo in un negozio di musica e regalai a Rick la copia di Evil Empire da ascoltarci in macchina sulla strada per il concerto .
La tensione era altissima, forte rischio di incidenti tra comunità. Atlanta poi è sempre stata città con altissima concentrazione di neri. Alla venue situazione iniziale di grande, grandissima tensione . Gruppi di ragazzi di colore nella misura del 30-40% rispetto a Bianchi ed ispanici. Open air, molto caldo . Le due fazioni a distanza che si guardano, si scrutano , polizia in massa ma defilata.





Partono i Wu Tang e sottopalco è predominio black fino a quando gli stessi Wu Tang invitano i ragazzi bianchi a venire nella pit. Partono piccoli gruppi e la scena resta tranquilla ma con questo forte senso di eccitazione , come se stesse per succedere chissà cosa da un momento all’altro. Bellissimo il set dei WTC. Il mio amico Rick mi dice “grazie per avermi detto di questi concerto. Me la sto facendo addosso nei pantaloni , ma non c’è un altro posto dove vorrei essere in questo momento “.





Pausa tra i due live set. Quando partono i Rage vedo partire una massa incredibile di persone che si lanciano in una delle pit più impressionanti che abbia mai visto nella mia vita . Ed un giorno ve le racconterò. La scaletta è studiata per far salire il pathos e quando arriva “Killing in the name” sembra un girone dantesco dove non c’è più distinzione: bianchi, neri, latini. Tutti insieme . Mi volto dietro e vedo che la polizia e fuori vista . In quel momento ho compreso la forza del messaggio che la musica ha volte può scatenare . Sono stato in quella pit. E non avrei voluto che finisse mai . E me ne andai con la maglietta ufficiale che erano andate a ruba e che era rimasta solo in viola. Solo chi c’era può sapere le sensazioni che si provavano e l’energia positiva sprigionata in quel contesto . Tom Morello è mostruoso , Zakk De La Rocha un trascinatore. Qualcosa di indimenticabile.





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