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Rock Interview : Mathias Marchioni il fotografo delle rockstar

Siamo felicissimi di poter intervistare uno dei più grandi fotografi rock del momento, che ci parlerà della sua vita e del suo amore per il rock!


La prima domanda riguarda la tua storia con il mondo del rock, come lo hai scoperto,e come ti ci sei innamorato?
 
Mio padre aveva una vera passione per la musica internazionale, in particolare per il rock che oggi chiamiamo “Classic”: Pink Floyd, Led Zeppelin, Queen, Bruce Springsteen e molti altri. Sono cresciuto in mezzo ai vinili, e pian piano ho iniziato a farmi una cultura musicale personale (e una collezione di dischi non indifferente) vivendo a pieno negli anni dell’adolescenza, il periodo d’oro del Rock anni 90: Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Placebo, Smashing Pumpkins. Da allora non mi sono più fermato.

Qual è il tuo gruppo preferito e perché?


Domanda difficile, negli anni ho avuto tanti gruppi preferiti. Oggi mi sono stabilizzato con una ristretta cerchia di preferiti:
Pink Floyd e Led Zeppelin se guardo al passato, QOTSA se voglio sfogarmi, Editors se voglio qualcosa di più “moderno”.

Di tutti i concerti live che hai visto quale ti è rimasto più impresso e quale ti ha deluso?


Indubbiamente quello che mi è rimasto più impresso è stato il Tour di The River di Bruce Springsteen: sia perché è stato uno dei miei più grandi traguardi come fotografo di live, sia perché ho potuto toccare con mano la veridicità della frase “Il mondo si divide in chi ama Springsteen e chi non l'ha mai visto dal vivo”. Un live che mi ha deluso nel vero senso della parola non lo ricordo; certo, seguendone centinaia all’anno per lavoro, a volte capita di assistere a live di artisti che non incontrano i miei gusti, ma questo mi ha solo insegnato ad essere più tollerante.

Se dovessi descrivere il rock con una sola canzone, quale sarebbe?


Senza ombra di dubbio, mezza discografia dei Led Zeppelin. Se proprio fossi costretto a dirne una: Whole Lotta Love.



Com'è nata la tua passione per la fotografia?


Sono figlio d’arte, ma fino a 15 anni fa non ho mai sentito l’impulso di studiare fotografia, poi quando ho visto la possibilità di coniugare la mia passione per la musica con quella per la fotografia, tutto ha avuto un senso e mi sono messo a testa bassa per realizzare quello che in poco tempo era diventato il mio sogno nel cassetto.

Come sei arrivato a essere il fotografo delle rockstar?


Con tanti sacrifici e (dicono) una buona dose di talento.

I giovani oggi sembrano essere molto meno rock che un tempo, a cosa è dovuto secondo te?


A cavallo tra il 1994 e il 1999, quando ero adolescente, ricordo che c’erano pochissimi appassionati di Rock tra i giovani, forse addirittura meno di oggi. Vedo di più, in questi giorni, giovani e giovanissimi che subiscono un bombardamento di generi musicali e artisti impressionante (centinaia di uscite al mese, nuovi artisti e nuovi generi che nascono come funghi)ed una facilità di fruire la musica che inevitabilmente li ha portati a non dargli l’importanza e l’attenzione che si dava un tempo (quando per acquistare un album di un tuo artista preferito dovevi investire un bel gruzzolo e per questo sceglievi accuratamente e fruivi ciò che acquistavi in maniera molto più attenta).




Il nostro blog nasce con l'intento di far avvicinare i più giovani al magico mondo del rock, i tuoi consigli?

I giovani stanno sui social e corrono più veloci di chi cerca di offrire loro un servizio. L’unico consiglio che posso darvi è di non inseguirli, ma di continuare a produrre contenuti di qualità e approfondimenti sul mondo del Rock che non siano “sempre i soliti”. Sarà un lavoro che prima o poi darà i suoi frutti.



Secondo te ci sono band che ora come ora possano essere il futuro del rock? Se si quali?


Chi doveva prendere il posto dei grandi, lo è diventato ma abbandonando la strada del rock “duro e puro”, penso ai MUSE per esempio, che erano una delle grandi speranze e oggi, pur producendo show che live valgono sempre il prezzo del biglietto, non possono certo dirsi i portabandiera del Rock come lo intendiamo noi. Gli Slipknot hanno ormai un’età, ma sicuramente hanno raggiunto l’Olimpo da promesse del genere. Per le band che invece sono giovani oggi, c’è tanto fermento nel Rock, potrei citartene una decina che mi hanno impressionato positivamente, ma nessuna Major né una fetta di pubblico importante sembrano interessati a far fare loro il salto di qualità definitivo

In un ultimo ti chiedo per te cosa significa la parola ROCK?


Evadere dallo schifo che ogni ora ci attanaglia, quindi: libertà, divertimento, felicità, essere sé stessi.



Grazie mille e W il Rock!

Sul sito  www.mathiasmarchioni.com troverete le sue stupende foto.

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