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Its only rock'n roll by Paolo Maiorino: Megadeth

1994 sono nel mio ultimo anno in EMI, in procinto di passare alla Sony. Esce Youthanasia dei Megadeth. Ho sempre avuto uno strano rapporto con la loro musica . Mai stato un fan della prima ora. Ma considero So Far uno dei più bei dischi thrash di sempre.


Da giornalista per Metal Shock avevo intervistato Mustaine due volte e Dave Ellefson una. I miei colleghi mi informano che Mustaine è Nick Menza, il batterista, sono previsti due giorni in promozione a Roma. Organizzo il solito piano promo ben assortito e mi preparo all’impatto. E si perché Dave ha una pessima fama che lo precede. Ostico. Molto ostico. 

Così ci vado prudente e non rivelando i miei trascorsi giornalistici e metal. Per lui sono l’ennesimo discografico di una lunga serie. Vorrei poter dire di essere smentito dai fatti e che Mustaine is such a lovely individual . E invece purtroppo no. Due giorni da incubo. Problemi su quasi tutto. Il cibo, la tempistica, le interviste. Mi chiede se chi lo intervisterà ha ascoltato l’album ,lo conforto in tal senso , ma l’espressione del viso mi dice che ha deciso di complicarmi la giornata e mi attesto in difesa: una parola è poca, due sono troppe . 


Avrei tanto voglia di dirgli che da quando Kirk Hammett è entrato nei Metallica al suo posto è tutta un’altra band, ma resisto. Alla fine fa breccia nelle mie difese: mi chiede il motivo per cui ci sono così pochi fans fuori dall’albergo. Gli rispondo che abbiamo tenuto segreto tutto apposta e mi fa il culo perché i fans dei Megadeth hanno il diritto di vedere i loro beniamini. Incasso senza replicare . Pur sapendo che due giorni prima ad Amsterdam si è lamentato dei troppi fans fuori dall’hotel cazziando la mia collega che avrebbe dovuto tenere nascosta l’informazione..... Tengo duro, sorrido e cerco di essere cordiale mentre gli sento sibilare un fuck face che meriterebbe ben altra risposta . 
Fino a quando un buontempone mio ex collega giornalista che lo ha appena intervistato gli rivela che sono stato a mia volta un giornalista metal. Così alla pausa mi chiede di seguirlo e ci sediamo nel salotto dell’hotel. Occhi negli occhi. Mi chiede cosa penso di Youthanasia e se lo considero il loro disco più bello. C’è un limite a tutto. Ho sempre detto e scritto quello che pensavo e non avrei smesso li. Così gli dico quello che penso. Parliamo mezz’ora . 


Arriva il momento di riprendere le interviste, ma lui senza staccarmi gli occhi di dosso mi dice aspetteranno . Alla fine si alza e mi dice che non è d’accordo con me e che dovrei riascoltare quel disco per capirlo meglio. Ore dopo in aeroporto mi stringe la mano. Non sorride un cazzo, ma mi guarda e dice good job. E mentre si gira sento ancora quel simpatico fuck face fendere l’aria . Fin qui tutto più o meno bene . L’incubo è passato . Due giorni dopo mi squilla il telefono. È la mia collega da Londra che dice che Mustaine ha riferito di aver fatto un tour promo di merda, con discografici idioti e giornalisti incompetenti , ma che in Italia ha ascoltato la descrizione più lucida e convincente del loro disco So Far So Good So What. E la tipa voleva sapere da me con chi avesse parlato . Con una fuck face. Gli risposi. 

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