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School of Lez Rock By SilviettaRock : Ac/Dc, Back in Black

 Buongiorno Kids ! Bentrovati..oggi la carne al fuoco e' tanta, quindi tralasciamo i convenevoli e tuffiamoci nel nostro sussidiario virtuale, perche' la vostra Teacher scalpita al solo pensiero di parlarvi di un album che ama..

Lettera B come BACK IN BLACK !

Ora..alzi la mano chi non conosce gli AC⚡DC..Ecco..appunto..Impossibile non averne contezza..pero' ok..Tu la' in fondo con la mano timidamente alzata..Passa al primo banco ed ascolta la storia del secondo album piu' venduto di tutti i tempi ( dopo "Thriller" di Michael Jackson..ma..voglio dire..questione di pochi dischi di scarto venduti eh ).


Siamo nel 1980 ..gli AC⚡DC sono ragazzacci australiani nativi britannici gia' attivi musicalmente, con un paio di album alle spalle ed un leader carismatico, machista e spudorato, tale Bon Scott, che crea l'intesa perfetta con i fondatori del gruppo, i fratelli Malcolm ed Angus Young ( la band in realta' deve molto anche alla sorella Young, che con intuizione e lungimiranza femminile suggerisce il nome AC⚡DC ed il look di Angus..va' da se'..ognuno ha i congiunti che si merita ). La formazione si completa con la presenza di Cliff Williams al basso e Phil Rudd alla batteria. Formazione che ha piu' volte in passato visto cambi in corsa, dal cantante Dave Evans liquidato per il suo atteggiamento troppo glam ed i suoi zatteroni sconvenienti, al batterista italiano Tony Currenti ( quella del "nostro" Tony e' tra le storie musicali piu' tristemente sfortunate io conosca, fatta di scelte sbagliate ed occasioni mancate..il batterista che dopo aver registrato l'album d'esordio "High Voltage" disse NO agli AC⚡DC per il timore di dover espiare la colpa europea di renitente alla leva, nel momento in cui avesse lasciato la terra dei canguri per seguire il gruppo..e vi assicuro Kids, ho avuto l'occasione fortunata e fortuita di incontrare Mr. Currenti un paio di volte..Quell'uomo ha ancora nello sguardo il velo di tristezza mista a rassegnazione di colui ad ogni singola nota realizza di aver fatto un'emerita cavolata! ).

Ma torniamo alla formazione del momento storico di cui stiamo parlando, quella che dal 1973 porta avanti la propria visione del rock, senza cedere alle lusinghe di una sola ballad da accendini nello stadio. 


Il 1980 e' iniziato da poco, ci si affaccia ad un nuovo decennio di cambiamenti musicali e socio-culturali con speranza ed ottimismo..ben presto smorzati dalla percezione sia anno foriero di sventure ( non so se fosse anno bisesto,ma funesto lo era oltre ogni ragionevole dubbio )..Siamo a febbraio..il 19 per la precisione..e la Signora con la falce decide che e' giunto il momento di portare altrove l'istrionico Bon Scott. Le autorita' archivieranno il caso come "death by misadventure" - "morte per disavventura", ammesso che la dipartita in seguito ad un gioco alcoolico finito male possa essere definita "disavventura"..


Gli AC⚡DC restano quindi orfani e ragionevolmente frastornati, e per un periodo, a detta di molti sin troppo breve, si interrogano se sia forse il caso di sciogliere il gruppo e consegnarlo ai posteri con cio' che finora era stato fatto,senza tentare altre strade. Leggenda vuole che siano stati gli stessi familiari del defunto a spronare gli altri membri a non chiudere li' la loro carriera e ad andare avanti; altre fonti attribuiscono a Malcolm Young l'idea di riprendere in mano le chitarre come forma di terapia del dolore. A me personalmente piace pensare ad una versione romantica e romanzata nella quale la tenace sorella Young si sia imposta dopo esser stata parte integrante e determinante nella scelta del nome della band a corrente alternata. 


Di li' a poco quindi i nostri "acidi" si trovano a dover risolvere la spinosa questione del successore di Bon, impresa di non poco conto.  Alla fine il gruppo su consiglio del solito Malcolm sceglie di reclutare a sorpresa Brian Johnson, ex cantante dei Geordie e conoscenza benvoluta dallo stesso Scott. Brian e' un italo-britannico che indossa un berretto di tweed e porta la sigaretta perennemente in bocca, alla Andy Capp. La sua voce richiama un orco intento a fare i gargarismi con schegge di metallo e la sua presenza e' calda e familiare come un accogliente pub. Dopo soli 2 mesi dalla scomparsa di Scott, Brian diventa a tutti gli effetti parte del gruppo, una sorta di inconsapevole predestinato che tiene in mano il microfono con il filo arrotolato alla mano come il suo predecessore ( e come Roger Daltrey degli Who ) e che da li' in poi riuscira' nella difficile impresa di non far rimpiangere il compianto Bon, grazie alla sua voce graffiante, rabbiosa ed estesa, che si amalgama alla perfezione con il suono della chitarra di Angus.


La casa discografica scalpita per avere un nuovo album. Nel mercato musicale il tempo e' denaro e la macchina AC⚡DC deve rimettersi in moto quanto prima. Cosi' la nuova formazione viene letteralmente spedita alle Bahamas, portando con se' strumenti ( tanti ), idee ( poche ) e due sole certezze:

1- il nuovo lavoro dovra' essere un tributo all'amico Bon, una sorta di concept album sulla morte e sul dolore di chi resta, e 

2- Toh! Guarda quanti vantaggi fiscali ci sono a registrare in uno studio ad Haiti ! 

Ma siamo nel 1980..e se qualcosa puo' andare storto, sicuramente lo fara' ! 

Le attrezzature vengono inizialmente bloccate alla dogana ( immaginiamo l'ira funesta del prode Angus Young che si vede sottrarre il prezioso strumento ); l'isola viene in seguito colpita da una violenta tempesta tropicale che manda in cortocircuito le apparecchiature dello studio ( destino beffardo per un gruppo con tale nome ) e l'incisione dei brani viene più volte interrotta a causa dei grossi granchi intrufolatisi all'interno della sala. A Brian Johnson viene dato il compito di scrivere i testi, mentre i fratelli Young inventano riff e giri di chitarra semplici quanto memorabili..


Il 25 luglio 1980 prende ufficialmente vita "Back in Black", 42 minuti di rock brutale e trascinante, tra ritmica serrata e voce aggressiva; 10 tracce e 10 canzoni pressoche' perfette.

Per la copertina gli AC⚡DC scelgono un total black in segno di lutto, ma nuovamente la casa discografica chiede di assecondare le richieste di mercato, sottolineando la sconvenienza di un album senza scritte immediate e riconoscibili. L'idea viene accettata a patto che venga messo almeno un contorno grigio alle lettere del logo.


Traccia iniziale e' un pezzo leggendario come "HELLS BELLS" che consacra l'inizio del disco come vero e proprio elogio funebre, con i 13 rintocchi di una campana a morto. Il brano fa riferimento al cattivo tempo incontrato alle Bahamas ( il luogo comune dell'argomento metereologico che salva dall'imbarazzo di una nuova conversazione..ecco, dev'essere esattamente cio' a cui ha pensato Brian nel comporne il testo ), ma riporta subito l'attenzione sull'ineluttabilita' del destino e delle perdite premature. L'idea della campana sembra essere venuta a Malcolm Young, determinante persino nelle sue pause fisiologiche, che uscito dallo studio per "marcare il territorio" ne senti' in lontananza i rintocchi. In realta' il suono perfetto come intro fu difficile da trovare. Dopo vani tentativi di registrare le campane della chiesa locale, una fonderia nel Leicestershire si incarico' di creare una campana di bronzo da 2000 libbre con il logo della band,fissandone il suono in uno studio mobile. La stessa campana divento' poi parte integrante della scenografia durante i live.


"SHOOT TO THRILL" trasuda carnali e sfrontate sonorita' heavy blues accompagnate sul palco dalla celebre "duck walk" di Angus vestito da scolaretto. Il testo si ispira ad una storia letta su un giornale che riguardava uno spacciatore e la sua attitudine a fornire droga porta a porta a casalinghe disperate. Brian richiama alla mente l'incremento di donne di mezza eta' che curavano malesseri e depressione con Valium e narcotici, cullandosi nel fantastico e magico mondo delle benzodiazepine ( " too many women with too many pills" - " troppe donne con troppe pillole" ).



Il tema femminile viene ripreso anche in "WHAT DO YOU DO FOR MONEY HONEY", storia di una prostituta che esercita ancora la professione in eta' avanzata (quando si dice l'attaccamento al lavoro! ) ponendo domande tutt'altro che banali sull'inesorabile scorrere del tempo e sul valore effettivo del denaro. Stilisticamente notevole la bellezza della parte corale,vera e propria sequenza da stadio.



Altri giro, altra corsa. Ed e' ancora il sesso protagonista in "GIVEN THE DOG A BONE", testo carnale che utilizza nel chorus una metafora per nulla velata ( " oh, sta usando la testa di nuovo..sto soltanto dando un osso al cane" ). La morale e' sempre quella : la passione deve essere libera di esprimersi in qualsivoglia forma possa darci piacere. 

A seguire la meravigliosa "LET ME PUT MY LOVE INTO YOU" in cui il ritmo sembra sorprendentemente rallentare, quasi a ricordarci che anche gli AC⚡DC avrebbero potuto scrivere una ballad da cuori infranti, mettendo in evidenza tutto il loro amore per il blues.


Il giro di boa ci porta direttamente alla traccia che dà il titolo all'album, "BACK IN BLACK ", canzone assolutamente perfetta,leggendaria, che rappresenta l'essenza dell'hard rock: 3 semplici accordi ripetuti per un iconico riff di chitarra. Ed un testo che e' un chiaro omaggio a Bon Scott ( "non moriro' mai,ho nove vite,gli occhi di un gatto..abuso di tutti e corro selvaggiamente perche' sono tornato, si, sono tornato" ); il ritorno alla pienezza della vita dopo aver quasi tentato il suicidio, cosa che purtroppo a Bon sembra non essere riuscita.

Per "YOU SHOOK ME ALL NIGHT LONG" Brian viene nuovamente incaricato di comporre il testo ed incappa nel cosiddetto "blocco dello scrittore". In suo aiuto sembra accorrere la buonanima di Bon che gli regala mezz'ora di penna fluente, e riportando alla luce temi esoterici che tanto sarebbero piaciuti negli anni '70. Come da copione e da evidente predilezione, ci ritroviamo con una buona manciata di riferimenti sessuali molto espliciti, tanto che il video che ne segue verra' parzialmente censurato.

Dopo 9 tracce agli AC⚡DC manca il pezzo per chiudere l'album e raggiungere il minutaggio minimo richiesto. Ed ecco che i fratelli Young in 15 minuti giocano il jolly e scrivono il pezzo riempitivo "ROCK'N'ROLL AIN'T NOISE POLLUTION" . A Brian viene chiesto solo di parlare dopo l'intro, cogliendolo quasi alla sprovvista mentre fuma la sua immancabile sigaretta (se aguzzate l'orecchio ad inizio pezzo sentirete distintamente il rumore di un accendino); ne nasce una conversazione intima stile predicatore come inno sull'immortalita' del rock ( "dimenticate il passato, sara' sempre con noi, non morira' mai, il rock non e' inquinamento acustico" ). Buona la prima. L'album e' terminato.



Con "Back in Black" gli AC⚡DC si dimostrano poliedrici e all'avanguardia, lasciandosi trasportare dal blues polveroso e dolente, ma abbracciando allo stesso tempo la moda delle melodie pop radiofoniche che caratterizzano il nuovo decennio. 

Un album pubblicato lo stesso anno dei dischi d'esordio di Iron Maiden e Def Leppard, che ha trasformato il rock ed e' stato accolto ed assorbito dalla successiva generazione di heavy metal band, quei "metallari" romanticamente affascinati dal sacrificio, dai martiri, e che in questa prospettiva consacrano Bon Scott ad eroe caduto in battaglia, combattendo per la causa del rock e del metal. 


E' il tipo di disco con il quale in tanti siamo cresciuti, che ha saputo creare un ponte di complicita' intergenerazionale e che dopo 40 anni ancora mette d'accordo persone di diverse eta'. Lo ascoltavamo noi..lo ascoltano oggi i giovani sotto il nostro sguardo commosso e compiaciuto.


Un album che per essere apprezzato al meglio va ascoltato al volume che merita..Quindi..un consiglio: fatelo mettere tra le clausole del regolamento condominiale..Magari i vicini non apprezzeranno, ma alla lunga ve ne saranno persino riconoscenti ! 


Alla prossima Kids! 🤘


La vostra SilviettaRock.

Commenti

  1. I vicini miei lo conoscono dal primo giorno che abito qui 💪😉

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