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School of Lez rock By SilviettaRock : Pink Floyd, Dark Side Of The Moon

 Cari Kids..bentrovati! 

E bentornati in questa classe atipica fatta di rock e di curiose amenita'. La scuola sta per iniziare, tra incertezze e dubbi, ma noi qui non necessitiamo di banchi..noi rockers ci sediamo per terra..gambe incrociate ed assoluta liberta'..Pronti per una nuova lezione?
Oggi affronteremo un viaggio nelle nostre menti..ed in quella di uno dei gruppi piu' psichedelici ed innovativi della storia..Il libro e' sempre lo stesso..
Lettera D..



(The) DARK SIDE OF THE MOON
Sara' un viaggio ad occhi chiusi,perche' cosi' andrebbero ascoltati i Pink Floyd..come quando ti fidi di chi e' alla guida e ti lasci trasportare dal sonno..e l'unico rumore che percepisci e' il battito del cuore..Pensate a questo battito,tenetelo bene a mente..vi servira' per comprendere l'album,la sua genesi ed i suoi creatori.

Siamo alla fine del 1971 ed i Pink Floyd hanno appena pubblicato "Meddle"..il loro settimo album. Si riuniscono per un nuovo tour..Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright i loro nomi..Sono rimasti in 4, privati della presenza fisica dell'amico Syd Barrett, ma non della sua personalita' cosi' carismatica e tormentata che sembra ancora alitare linfa nelle loro orecchie..I ragazzi sono andati avanti senza di lui, ma portano inevitabilmente pesi e cicatrici difficili da guarire. Hanno un unico rimedio a disposizione: creare musica a getto continuo..L'ultimo album da metabolizzare e gia' Roger Waters propone altro materiale ed un nuovo disco con temi che facciano arrabbiare la gente, che non lascino indifferenti e che riportino alle pressioni che la band si trova a fronteggiare per lo stile di vita e l'etichetta di borderline lasciata in eredita' dall'amato Syd. 
Waters vuole un album che indigni, che sconvolga, che cambi la storia ed i punti di vista. Lui,Roger Waters, padrone incontrastato della rivoluzione del suono che turba la sua mente, si autoerige a leader procacciatore di nuove sonorita. Con incontrollabile follia.


Viene acquistato un nuovo equipaggiamento: amplificatori,casse acustiche, un impianto di luci monumentale. Tutto deve essere nuovo ed inesplorato. C'e' voglia di sperimentazione ed il gruppo sceglie di ridurre le lunghe parti strumentali e di dare ampio spazio ai testi scritti dall'instancabile Roger, che non lascia nulla al caso, che analizza e scompone per poi ricomporre in un gioco di tessere che sfuggono al controllo razionale dell'animo umano. Gli argomenti sono tanti e tutti piu' o meno musicalmente fino ad allora inesplorati: il conflitto interiore, il rapporto con il denaro,il fluire del tempo, fino alla morte peggiore, meno terrena ma decisamente piu' alienante: il crollo psichico. Lo stesso crollo sofferto da Barrett.
La mente, una scatola complessa e spesso razionalmente poco gestibile, con lati esposti alla luce del sole ed altri lati bui..The dark side. Questa e' la giusta ispirazione per un nuovo titolo.

Inizia esattamente qui la storia dell'ottavo album dei Pink Floyd. Siamo negli Abbey Road Studios, dove gli "scarafaggi" diedero il nome ad un'epoca, e dove ora i nostri lisergici protagonisti sembrano voler creare qualcosa di nuovo ed assolutamente sconvolgente.
Sono perfezionisti, ricercatori instancabili, usano tecniche di registrazione avanzate, multitraccia, e nastri magnetici in loop. Viene dato ampio spazio ai sintetizzatori analogici ed ai rumori d'ambiente. Ed esattamente questa e' la caratteristica sulla quale sembrano voler puntare: riportare voci e suoni quotidiani in un contesto anomalo..frammenti parlati che si possono sentire lungo tutta l'esecuzione.


L'idea di Waters e' semplice ed efficace..lui ama a gente, ama immergersi nella loro umanita' 
(spesso interrompe le registrazioni ed abbandona lo studio per seguire la sua squadra del cuore, l'Arsenal, trascorrendo il tempo tra la sua fonte d'ispirazione). Una sera l'illuminazione: recluta il personale degli Studios ed altri presenti, e chiede loro di rispondere ad alcune domande scritte su dei cartoncini. Li mette davanti ad un microfono in una stanza con poca luce..e registra le loro risposte; domande molto semplici inizialmente..colore o piatto preferito..per poi alzare l'asticella e passare ad altre piu' complesse ed attinenti al tema centrale dell'album, come "hai paura della morte?" o "quand'e' stata l'ultima volta in cui sei stato violento?". Perche' sono proprio le persone non abituate ad essere intervistate a dire le cose piu' interessanti e sinceramente spiazzanti.
Vengono stranamente intervistati anche Paul McCartney e la moglie Linda che si trovano a registrare nello studio a fianco ( vuoi non fare una domandina anche ai padroni di casa? Quale irriverente scortesia sarebbe altrimenti! ), ma le loro risposte alla fine non vengono inserite nell'album perche' al solerte Waters non sfugge il fatto si siano troppo sforzati di essere divertenti. NEXT,please! 

L'album e' quasi pronto dopo un anno e mezzo di ricerche e sperimentazioni. Il titolo e' ancora provvisorio THE DARK SIDE OF THE MOON..il lato oscuro della luna. Malauguratamente i Medicine Head hanno gia' usato questa combinazione di lettere..Waters e compagni ripiegano in un piu' modesto Eclipse, ma ben presto vincono la personale battaglia e,grazie anche allo scarsissimo successo dell'LP concorrente, possono tornare al titolo originale.

La copertina scelta deve essere altrettanto d'effetto. I Pink Floyd sono maestri di metafore ed allusioni, e cavalcano il periodo storico per non farsi travolgere ed ingoiare dal sistema. 
Siamo nel 1973 ora..gli eventi nefasti ed il tragico epilogo di Watergate e guerra del Vietnam sembrano aver spazzato via tutte le utopie e le illusioni degli anni '60 riposte nel sogno americano. Quel mondo fatto di fratellanza, giustizia e valori si sta disgregando. La dimensione collettiva di un'intera generazione perde sempre piu' importanza. L'unico viaggio decisivo da intraprendere ora e' all'interno di noi stessi, senza trascurare le zone d'ombra.
La copertina e' nera, intensa, estrema. Spicca solo un prisma triangolare rifrangente un raggio di luce sul fronte, un fascio a 6 colori ( il settimo, l'indaco, non pervenuto..forse visivamente e graficamente troppo simile al viola). La luce che arriva a sinistra del prisma rappresenta la vita che entra dentro l'individuo. Quest'ultimo a sua volta la emana fuori nel mondo sotto forma di idee a colori ed azioni. Quanto di questa visione onirica e psichedelica fosse dato da uno "stupefacente" potere nei Pink Floyd, non ci e' concesso sapere..ma immaginiamolo, dai..Erano pur sempre gli anni '70..nessuno immune o escluso!

Il 1° Marzo 1973 esce ufficialmente THE DARK SIDE OF THE MOON ( sono nata il 12 Marzo 1973..fortuita coincidenza? Non credo! 😂 ). 
Un concept album di 43 minuti..10 tracce che costituiscono un'opera musicale continua. Le 5 tracce di ognuno dei due lati rappresentano vari stadi della vita umana. Ricordate il battito cardiaco che vi invitavo a conservare e a preservare ad inizio lezione? Ecco..cosi' parte e termina il viaggio in questo album..esattamente come nella vita..Il battito nel grembo materno che segna una nuova presenza..Ed il battito di un cuore, sempre piu' flebile e meno ritmato, che questa stessa vita l'abbandona. I brani si susseguono in modo tale da risultare un tutt'uno. Non piu' pezzi singoli, ma un album nella sua integralita'.

Il lato A si apre con una traccia che e' tale solo in modo didascalico. SPEAK TO ME non presenta una vera e propria struttura musicale, in quanto non e' altro che un collage di suoni e voci. Scritto intetamente da Nick Mason, si fonde con il primo vero brano dell'album e ne fa da overture.


BREATHE, brano lento e ricco di armonie, risale ad un lavoro inutilizzato di Waters, e presenta un vago richiamo al riposo dopo la fatica, un respiro di sollievo che per allegoria viene anche associato al conforto di una donna che dopo il dolore del travaglio e del parto da' alla luce un figlio. La traccia inizia con un accordo di pianoforte registrato al contrario che sembra accompagnare la sempre presente minaccia della pazzia e della perdita di controllo. 

Per ON THE RUN la scena strumentale si sposta in un aeroporto e protagonista assoluto e' il sintetizzatore, che richiama la paura di volare e ne evoca lo stress e l'ansia. Un pezzo nervoso nel quale viene persino aggiunto il suono inconsueto creato da un assistente tecnico che corre in studio e che ci porta inevitabilmente ad affrontare una delle grandi costanti del nostro viaggio terreno: la paura di morire ( Allegria portami via, eh? Ma i Pink Floyd sono soprattutto questo: ricerca,profondita', introspezione ).


TIME e' tra i brani forse piu' noti dell'album e ci porta a riflettere sul trascorrere inesorabile del tempo e sulla sua inafferrabilita'. Il tempo che passa controlla la nostra vita ed ammonisce con veemenza coloro che sprecano tempo prezioso focalizzandosi sugli aspetti piu' mondani e frivoli della vita (e poi sarei io la maestrina,eh?). Un attacco che ci stordisce e ci risucchia poi come le sabbie mobili. Lo spiazzante assolo di Gilmour alla chitarra sembra accompagnare un coraggioso esploratore in continuo stato di ansiosa curiosita' nel suo viaggio attraverso il tempo..E vi assicuro che alla fine del brano l'istinto sara' quello di gettare l'orologio in un gesto di rivoluzionaria domestica ribellione. 

La prima parte termina con THE GREAT GIG IN THE SKY, metafora inesorabile della morte. Il titolo probabilmente vi e' noto, ma vi e' sicuramente piu' nota la melodia di questo brano quasi totalmente privo di testo, che deve la propria fortuna alla presenza di Clare Torry, cantante turnista che frequenta gli Studios ed alla quale viene offerta una partecipazione. Clare inizialmente rifiuta, deve andare a sentir suonare Chuck Berry, ma tra un "Johnny B. Goode" ed un "You never can tell" probabilmente riflette sull'opportunita' e si presenta in studio la domenica seguente. Le spiegano il concetto che caratterizza l'album; le dicono "Pensa alla morte o a qualcosa di macabro, e canta"..E lei improvvisa. Ne esce una melodia vocale che accompagna l'intero brano, una sequenza di note che lascia i brividi al primo, al secondo ed all'ennesimo ascolto ( Tutti prima o poi nella vita abbiamo tentato di replicarlo quando nessuno ci sentiva..e' inevitabile..Quando parte l'assolo vocale diventiamo tutti coristi ). E come profondo ringraziamento per la sua preziosa collaborazione, i Pink Floyd liquidano l'ingenua Torry con 30 sterline (piu' o meno l'equivalente della mancia della nonna alla domenica). 

La signorina Clare ci riflette per qualche anno e nel 2004 citera' poi in giudizio sia i Floyd che la casa discografica per le mancate royalty dovutele, affermando di essere coautrice del pezzo assieme a Richard Wright. ( Piu' o meno come se Romina citasse Albano per i diritti e la paternita' di "Felicita' "..ecco..stessa opinabile logica ).
Tralasciando gli strascichi giudiziari, gli acuti di Clare Torry volteggiano in cielo fino ad arrivare negli abissi piu' profondi: sentiamo la morte, la negazione, l'oblio. Un elogio della pazzia ma anche della liberta' dell'uomo, schiavo di una societa' che tende ad opprimerlo, ipnotizzandolo.
Il brano sembra essere la naturale prosecuzione di "Time". La paura della morte trova una sua filosofica risposta: inutile vivere nel terrore poiche' tutti, prima o poi, devono andarsene.


Il lato B avanza con MONEY, una sorta di blues in 7/8, che si prende gioco dell'avidita' e del consumismo, con un testo ironico ed effetti sonori allusivi al denaro. Waters utilizza monete lasciate cadere in una scodella di ceramica, dei fogli strappati a simboleggiare banconote, ed i suoni di un registratore di cassa e di una macchina calcolatrice.
L'attaccamento al denaro e' uno dei "lati oscuri" della natura umana.

La bellissima US AND THEM affronta il tema del confronto con l'altro, nella questione fondamentale di quanto la gente sia piu' o meno in grado di essere umana. Temi d'ispirazione aggiuntivi sono i conflitti politici e la guerra, in particolare quella nei paesi poveri. E' un brano notevolmente lungo e con un tempo estremamente lento ( che per il minutaggio si brucia la possibilita' di diventare pezzo radiofonico ).
La voce di Gilmour si affaccia nell'atmosfera tranquilla e quasi noiosa dei primi giri strumentali. Ma a turbarla sopraggiunge un ritornello da pelle d'oca che con cori e chitarra distorta genera un senso di tensione ed angoscia. Le note del cantato si fanno piu' alte, e la voce di Wright si aggiunge a quella di Gilmour; voci molto simili tra loro, ma abilmente coordinate per non sovrastarsi a vicenda.



BRAIN DAMAGE sembra essere dedicata a Syd Barrett ed al disturbo mentale che lo allontano' dal gruppo, creando in tutti un senso di negativita' e di vuoto. L'alienazione quindi, ma anche il diritto a rimanere diversi anziche' subire passivamente l'omologazione sociale. Il riferimento all'amico Syd sembra essere tangibile in un verso specifico.."And if the band you're in starts playin' different tunes" ( " e se il gruppo in cui sei inizia a suonare melodie differenti" )..perche' l'abbandono di Barrett segna inevitabilmente un considerevole cambiamento, musicale innanzitutto. E nonostante la risata ricorrente nel brano, e' chiaro che nulla sara' come prima.

L'album termina con ECLIPSE cantata da Waters, che rappresenta la chiusura del cerchio, spingendoci a riconoscere il senso di comunita' e di fratellanza, anche se, come recita il testo, il sole sembra essersi inesorabilmente eclissato ed il lato lunare oscuro diventa sempre piu' vicino e reale. Il disco si chiude con le parole di Gerry O'Driscoll, il portiere degli studi di Abbey Road: " Non c'e' un lato oscuro della luna. Tutto e' oscuro".

The Dark Side of the Moon e' un album epico, punto di svolta nella storia della musica rock, che stravolge le leggi prendendo la strada del Progressive. 
Il suo sintetizzare i tormenti di un'intera generazione lo portano ad essere parte di noi, del nostro quotidiano. Siamo a tratti come Roger Waters, siamo menti complesse devastate dalle paranoie. E come lui sappiamo essere ego scostante.Siamo spesso anche antagonisti e poco amati come David Gilmour. Ma siamo soprattutto Syd Barrett, tormentati e lucidi nelle nostre piu' intime paure. Sappiamo stare in gruppo, ma sentiamo spesso la necessita' di prendere un altro percorso da solisti. Perche' la luce del sole ci da' coraggio..ma e' nel lato oscuro della luna che troviamo davvero noi stessi.

Parlare dei Pink Floyd senza entusiasmarsi e' davvero impossibile..Perdonate il fiume di parole. Vi autorizzo a rimproverarmi:
" HEY TEACHER, LEAVE THOSE KIDS ALONE! "

Alla prossima! 🤘




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