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School of Lez Rock By SilviettaRock : ECHOES, SILENCE, PATIENCE & GRACE, Foo Fighters.

Ragazzi del Rock..buongiorno e bentornati in classe! 

Oggi e' sabato,ma la scuola della musica non chiude mai..e questa minuscola Teacher vi richiama all'appello dopo una pausa  volutamente "tattica"..

Nella scorsa lezione ci siamo talmente immersi nel fantastico mondo dei "Maiali Volanti" da necessitare di un po' di respiro e di defaticamento..e di qualcosa di un po' piu' frivolo ed acusticamente leggero..Quindi eccoci qui con la lettera E ( che, ad onor del vero, e' stata una ricerca ardua e non sicuramente scontata..e a questo proposito, mi rivolgo ai signori artisti..ma che vi costa intitolare i vostri album con la vocale di congiunzione?!? C'e' forse qualcosa che voi sapete ed io no?!? )..

Pero' sono Teacher stile Mary Poppins..ed ho in tasca il jolly..Pagina nuova..album nuovo..oggi parliamo di 

ECHOES, SILENCE, PATIENCE & GRACE dei Foo Fighters.


I Foo Fighters si affacciano sulla scena alternativa del rock statunitense partendo nel 1994 dalla Seattle tanto cara al grunge, e nascono da un'idea di Dave Grohl, poliedrico e talentuoso artista..che per i piu' perspicaci ed attenti ha un'incredibile somiglianza: togli la barba ed i baffi a Dave..cosa apparira'?!? ESATTO! se ci vedete il batterista dei Nirvana, siete assolutamente sulla buona strada. E proprio da qui ha origine la storia di oggi, quando nel 1994 ci lascia Kurt Cobain e gli altri due membri del gruppo si ritrovano orfani e spaesati. Se l'assenza di un leader lascia di per se' sempre un vuoto pesante ed incolmabile, la dipartita di Kurt crea un vero e proprio terremoto per dinamica,modalita' e motivazione. E cio' che era stato finora smette improvvisamente di essere. Le luci si spengono. I Nirvana diventano da qui in poi una storia da narrare con rimpianto ed amarezza. Dave Grohl e Krist Novoselic scelgono altre strade, ed in particolare il primo riprende in mano un progetto solista al quale lavora gia' da tempo.


Dave sogna da sempre di suonare la batteria per un gruppo che ama, un gruppo che ha fatto a sua volta di un'assenza la fine di un'epoca: i Led Zeppelin..Ma nell'impossibilita' ovvia ai piu' di coronare questo sogno, si concentra su cio' che meglio gli riesce: stare sul palco, creare arte ed empatia. Perche' Dave non e' solo un talentuoso batterista..sa anche cantare..e suonare la chitarra, nonostante non conosca gli accordi e non li abbia mai studiati..Sa solo cosa succede quando posiziona le dita sulle corde in un certo modo. E questo gli basta per aspirare ad avere un gruppo tutto suo.


Per questa unione sceglie un nome potente, che evoca espressioni di battaglia.."Foo Fighter"..come il termine usato per indicare durante la Seconda Guerra Mondiale quegli strani avvistamenti aerei riferiti da piloti alleati, simili a quelli piu' comunemente chiamati U.F.O.

Ma per combattere la sua personale battaglia musicale ha bisogno di compagni di viaggio. Che sceglie, smista, testa..tra litigi e defezioni..fino ad arrivare ad una formazione piu' o meno "fissa" con Chris Shiflett alla chitarra, Nate Mendel al basso e Taylor Hawkins alla batteria. Ma sappiatelo..il buon Dave Grohl e' sempre pronto a sostituire ognuno di loro..Nell'epoca dei '90 era pratica consueta essere poliedrici, e la sue esperienza con i Nirvana ha portato alla luce le sue numerose capacita': cantante,chitarrista, batterista..non gli sfugge nulla..e la sua personalissima impronta arricchisce ora la scena dell'alternative rock, traghettandolo a bordo di un gruppo che macina album e successi.


L'album di cui parliamo oggi esce nel 2007..il 25 settembre..ed e' il sesto in studio per i Foo Fighters..Titolo complesso ma simbolico " Echoes, Silence, Patience & Grace " ( altri sostantivi ne abbiamo?!? )..quasi una sintesi delle puntate precedenti. Le idee non mancano, certo, ma Grohl sembra voler qui fare una pausa e tirare le fila, presentando sia la sua innata e grandiosa vena rock, sia quella piu' intima ed acustica..L'anima "loud" e quella "not so loud"..12 tracce in puro stile Foo, che non deludono ma che dichiarano l'intento di spostarsi verso una direzione piu' sperimentale, prendendo l'azzardo di allontanarsi dalla strada battuta dell'hard rock per tentare approcci piu' innovativi.


Non me ne voglia Signor Grohl..ha scritto di meglio,eh..ma a scuola si imparano anche le nozioni di contorno e questo album, nonostante non si prenda nessun rischio e punti dritto alla cima delle classifiche, resta comunque un buon lavoro. Ci sono brani accattivanti e divertenti, ci sono canzoni composte da strofe cantate in modo pacato e ritornelli urlati a gran voce, in puro stile Nirvana. E forse ci sono episodi meno riusciti che vedono un Grohl novello ed improvvisato cantante confidenziale..che suona il pianoforte ed aggiunge arrangiamenti orchestrali leggermente pomposi..Pero', e questo va' ammesso e promosso a pieni voti, c'e' molta alchimia. E c'e' molta anima rock.


Vi avevo promesso una lezione piu' "leggera" e non mi soffermero' di proposito ad analizzare ogni singola traccia. Voglio pero' indirizzarvi direttamente verso i brani che sono, a mio modesto parere, degni di nota. Iniziando da THE PRETENDER, pezzo migliore della scaletta, tiratissimo, che profuma di grunge allo stato puro, che parte in sordina con strofe melodiche per poi esplodere con voce e chitarra che ti entrano dentro a scartavetrare anima e cose non dette..in una invidiabile forza. Un appunto voglio dedicarlo anche al video, in cui la band suona su di un piedistallo bianco, non curante di un esercito di "nemici" corazzati e pronti ad attaccare che avanzano inesorabili mentre il sound piu' aggressivo del ritornello fa esplodere una vetrata piena di acqua rossa che li spazza via. 

Nel brano e nel video le simbologie si sprecano, tra allusioni ai " pretenders" che sembrano essere i quotidiani obblighi morali ai quali tutti sottostiamo, ai cromatismi visivi..il nero-bianco-rosso a rappresentare i principali colori delle emozioni.


Nel momento in cui pensi che i Foo Fighters funzionino meglio nelle canzoni veloci modulando chitarre e melodie..ZAAC..ecco che Grohl ti butta li' un paio di lenti azzeccati che dimostrano la versatilita' della penna e della voce di quest'uomo.

LET IT DIE e' sicuramente uno di questi pezzi, un brano che gioca sull'intreccio tra la prima parte eseguita esclusivamente con chitarra acustica e la seconda caratterizzata da un crescendo elettrico che ricorda, vagamente, le alternanze zeppeliniane o le ispirazioni piu' pure dei Pearl Jam ( non abbiatemene..mi sia concesso il riferimento ardito a due divinita' in una sola frase..ma con cognizione di causa,eh ). "Let it die" stupisce perche' sembra non solo un monito a lasciar andare, ma un per nulla velato riferimento all"avventura di Dave con i Nirvana, dei suoi rapporti con Cobain e dei tragici giorni della sua scomparsa, cosa di cui lo stesso Grohl non ha mai amato parlare. Lasciare per poter riprendere la vita.


LONG ROAD TO RUIN e' una ballata glam rock..un buon ritmo ed un sound non banale..Ci si chiede quale sia la "lunga strada verso la rovina" di cui qui si parla  ( e di strade in salita verso luoghi paradisiaci o in discesa verso bollenti inferni ne sono lastricati i pavimenti della nostra passione! )..E per la risposta anche qui ci accorre in aiuto un video divertente ed ironico in puro stile anni '80, in cui e' lo stesso  One-Man Dave a fare la parodia delle rockstar che si rovinano l'esistenza rincorrendo la celebrita'. Un brano pop- rock perfettamente confezionato, con un motivetto che rimane in mente in maniera facile ed efficace.


COME ALIVE e' modellato sulla falsariga di "Let it die"..chitarra acustica raggiunta ed accompagnata verso la fine da basdo,batteria e chitarra elettrica, ma resta forse tra i brani piu' belli dell'intero album..Lenti, accurato, intimo..riconduce alle necessarie introspezioni che prima o poi nella vita ci ritroviamo ad affrontare, nella sensazione piu' spiacevole di annegare lentamente per poi d'improvviso riprendere fiato uscendo con la testa dall'acqua..


L'album scorre senza picchi quasi fino alla fine, e quando meno te lo aspetti arrivano le sorprese. Come BALLAD OF THE BEACONSFIELD MINERS..un giochino acustico dedicato ad un minatore della Tasmania rimasto intrappolato nella sua miniera, omaggio reale ad una coppia di "miners" che rimasero bloccati nel sottosuolo per una settimana e chiesero un i-pod con gli album dei Foo Fighters nell'attesa dei soccorsi. ( Ragazzi..ora non prendete spunto..non abbiate pretese se vi capita di restare chiusi in ascensore con la signora Mariuccia del terzo piano, o se vi sentirete vittime del sistema nel sequestro lampo costituito dal tedio della fila all'ufficio postale..Ok..i Foo sono generosi performers di dediche sul palco e live improvvisati nei garage dei fans..ma difficilmente vi verranno a salvare nel quotidiano logorio della vita moderna, scrivendo per voi un'ode in musica..ecco..sappiatelo! ).

In STATUES troviamo un Dave irriconoscibile, che pare l'imitazione di Sir Paul McCartney con pianoforte in primo piano, strumento che ritroviamo poi anche in HOME, vero finale dell'album, dove l'anima cantautorale di Grohl sembra davvero fare centro. 

Una ballad molto triste, lenta e dal bel testo, che ci congeda e ci riporta probabilmente al vero intento di questo album: la transizione verso una certezza che ponga fine a tormenti e dilemmi interiori.


Un disco questo che anche dopo ripetuti ascolti si fa fatica ad inquadrare, se non in un'ottica che appartiene di diritto a noi "vecchi adolescenti" che il grunge negli anni '90 lo abbiamo vissuto ed indossato sulla nostra pelle, coperto da maglioni extralarge e capelli rigorosamente sugli occhi..a difesa di insicurezze e fragilita'.

Un Dave che dopo la morte di Kurt e lo scioglimento dei Nirvana pensa seriamente nel 1994 di abbandonare il mondo della musica. E che forse, proprio qui e nel 2007, con questo album sembra liberarsi per sempre di un fantasma tanto grande quanto ingombrante.


Un capolavoro? Probabilmente no. Ma comunque un gran disco, che non puo' mancare nella collezione di chi ama il rock in tutte le sue forme, e pensa che la musica contemporanea abbia ancora qualcosa di valido da offrire. 

Perche' la classe non e' acqua..ma,ammettiamolo, Mr.Grohl ed i suoi di classe ne hanno da vendere! 


Il suono della campanella vi salva. Sciogliete le righe ed i capelli nel piu' impavido stile rock..che per imparare c'e' sempre tempo! 


Alla prossima Kids ūü§ė




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