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Intervista ai Biopsy O Boutique

 Ciao, innanzitutto grazie per concederci questa intervista.

 Iniziamo.

 

La prima domanda riguarda la vostra storia con il mondo del rock, come lo avete scoperto,e come vi ci siete innamorati?

 

Siamo tutti entrati in contatto con il rock fin dall’infanzia. Le nostre famiglie hanno vinili, cassette e cd di artisti appartenenti a questa corrente musicale, quindi diciamo che ci siamo cresciuti dentro

 

 Com'è nata la band e da dove deriva il vostro nome?

 

La band è nata nel 2018. Inizialmente il nostro intento era quello di dare vita a un tributo al Blues arcaico di autori come Muddy Waters, Skip James, Howling Wolf, in chiave elettrica. Poi cominciammo a scrivere brani originali che andarono a rappresentare sempre di più il repertorio, fino prendere il posto delle cover con le quali avevamo cominciato.

Il nome Biopsy O Boutique richiama l’immagine di una vera e propria bottega in cui si eseguono delle “biopsie musicali” con cui cerchiamo di catturare e di analizzare frammenti concreti del tessuto quotidiano della vita, attraverso la musica.

 

Il vostro singolo "Rats" è veramente fantastico, sonorità cupe ma che fanno venire voglia di ascoltarlo per ore, quale modo usate per comporre una vostra canzone? 

 

Grazie! Di solito ogni brano viene presentato in forma pressoché completa da chi lo compone, quindi con la struttura già ultimata. Poi insieme lo si prende in esame, si discute sulle varie parti, lo si suona per capire se funziona e lo si porta allo stadio diciamo definitivo.



 Qual è il vostro gruppo preferito e perché?

 

Non abbiamo un unico gruppo che ci rappresenta, la bella musica è tanta e ci sono molte band e artisti che amiamo. Alcuni di questi sono Nick Cave, Foals, Nirvana, Led Zeppelin, Queens Of The Stone Age, Tool, il Blues in generale…

 

Di tutti i concerti live in cui vi siete esibiti quale vi è rimasto più impresso? 

 

Ogni concerto è diverso, ognuno ha il suo carattere. Tra i più belli sicuramente vanno ricordati quelli allo Spazio Nadir, o al Bocciodromo di Vicenza. Sono luoghi della nostra città a cui siamo affezionati, con bella gente e un’atmosfera sempre magica. Ci siamo trovati molto bene anche al Diavolo Rosso di Asti, sia per il locale che per le persone che abbiamo incontrato. Tra le ultime esibizioni c’è stata quella al Music Under The Rock Festival di Frosinone, anche li è stato super.



 

Quale sono i progetti per il vostro futuro?

 

Al momento vista la situazione il futuro ci appare un po’ vago. Continuiamo a promuovere il nostro ultimo EP che abbiamo ultimato alla fine del 2019, con i mezzi e le possibilità che ci sono. Avevamo in programma dei live che sono stati ovviamente annullati, ma questo periodo può essere un’occasione per dedicarsi alla composizione di nuovi brani o per migliorare ulteriormente il nostro sound.



Se doveste descrivere il rock con una sola canzone, quale sarebbe?

 

E’ difficile rispondere, ci sono moltissimi capolavori che potrebbero essere citati, troppi per poter eleggerne uno su tutti

 

I giovani oggi sembrano essere molto meno rock che un tempo, questo non è il vostro caso! A cosa è dovuto secondo Voi?

 

Pensiamo che forse questo argomento sia troppo complesso per poter dare una risposta che spieghi perché il Rock sia oggigiorno meno di moda tra i giovani rispetto agli anni passati. E’ anche difficile definire cosa vuol dire musica “Rock” . I generi musicali sono ormai tantissimi e contaminatissimi, e questa diversità è una risorsa perché da vita a nuove identità. Le tecnologie hanno permesso la sperimentazione di nuove sonorità, e quindi rispetto al passato ci sono più sfaccettature musicali. Basti pensare alla musica elettronica. Può essere che dal momento che oggi c’è molta più possibilità di ascoltare numerosi tipi di musica allora si tenda meno a focalizzare l’attenzione su alcuni generi in particolare. Forse il Rock non è passato di moda, forse nell’era contemporanea è diventato un genere tra i molti di questa grande varietà musicale, e non più una delle poche correnti innovatrici com’era in passato.

 


Il nostro blog nasce con l'intento di far avvicinare i più giovani al magico mondo del rock, i vostri consigli?

 

Il nostro consiglio è di promuovere la musica che si ama con i mezzi disponibili. Il Rock parla spesso di ribellione, di energia e soprattutto di libertà di espressione. Queste sono tutte caratteristiche che piacciono, in particolare alle generazioni più giovani, e che quindi possono essere sottolineate.

 

Secondo voi ci sono band che ora come ora possano essere il futuro del rock? Se si quali?

 

Nella corrente del diciamo “Rock contemporaneo” ci sono artisti e gruppi come Kings of Leon, Anna Calvi, Nothing But Thieves…allo stesso tempo i giganti come Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Rolling Stones o anche i più moderni Audioslave, Rage Against the Machine, Foo Fighters, Arctic Monkeys sono ancora molto ascoltati. Parlare di “Rock di un tempo” o di “Rock del futuro” è fuorviante, perché la musica non ha tempo, non è come parlare dell’evoluzione delle piante. Le nuove generazioni suonano in modo diverso rispetto alla musica di vent’anni fa, la quale a sua volta è diversa se paragonata alla musica dei vent’anni prima. Quindi chiamare tutto con il termine “Rock” è un po’ riduttivo. A nostro parere in definitiva non c’è un passato o un futuro, c’è solo la bella musica.

 

In un ultimo vi chiedo per Voi cosa significa la parola ROCK?

 

ROCK può essere intesa non solo come un tipo di musica ma anche come una filosofia. Energia, libertà di espressione, ribellione, varietà, multiculturalità, rispetto. 

Tutto questo è ROCK.

 
Grazie ai Biopsy O Boutique

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