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School of Lez Rock By Silvietta.rock: KICK degli INXS

Bentrovati cari Kids..e benvenuti in una nuova puntata di questa sorta di soap musicale lunga quanto articolata, dove la D.A.D. (Didattica a Distanza) si praticava ben prima di decreti e chiusure. Il nostro sussidiario scorre tra le lettere e tra le vicende di musicanti e musicisti; vi ho narrato finora di generi diversi, rimbalzando come una pallina impazzita tra rock, grunge, progressive e sottogeneri vari ed eventuali, alla ricerca di suoni, ma anche e soprattutto di umane e terrene figure; di miti smitizzati e ricostruiti sotto forma di fragili sembianze a noi piu' consone e vicine.

Oggi vi parlero' di un album..di un gruppo..ma sara' solo l'ennesimo pretesto per parlarvi di un uomo e della sua delicata frangibilita'..Oggi ci tuffiamo nel mare che separa gli anni '80 dagli anni '90 e ragioniamo assieme di musica e delle sue eterne trasformazioni.

PAGINA 10   -   LETTERA K

KICK degli INXS


Vi vedo perplessi..e mi sono a lungo posta anch'io l'inevitabile domanda: " Come li spiego gli INXS a chi magari non sa nemmeno siano esistiti? "..e gia' questo la dice lunga sul divario anagrafico che..Sigh..c'e' tra me e voi..Come ve li spiego, appunto. Facciamo che anche questa volta ragiono poco e vi parlo con cuore, pancia e ricordi. Non avrete date o nozioni cronologicamente precise, ma godrete sicuramente di una visione d'insieme piu' personale e diretta. Se fossi una vera teacher probabilmente mi avrebbero gia' radiata dall'albo per questa propensione alla personalizzazione lontana dall'attenersi a schemi e regole..ma..va da se'..lascio le cronistorie a chi e' del mestiere. Io scrivo a voi e per voi ma parlo con me stessa, nel mio stile da diario segreto di una teenager impazzita! 

Partiamo dall'inizio dunque, quando nel 1977 a Sydney, Australia, due ex compagni di scuola Andrew Farriss e Michael Hutchence si uniscono al bassista Garry Beer e formano i Doctor Dolphin. Contemporaneamente Tim Farriss ( fratello di Andrew ) e l'amico Kirk Pengilly sono attivi nel circuito locale col nome di Guinness. A loro si aggiunge il terzo fratello Farriss e, poichè notoriamente l'unione fa la forza e la formula di fratellanza e consanguineita' sembra piuttosto funzionante nella terra dei canguri ( ricordiamo simpaticamente l'egemonia dei nostri amati fratelli Young), i due gruppi si uniscono e danno vita ai Farriss Brothers ( se non si fosse capito a chi andavano meriti ed onori).

L'anno successivo l'intera band si trasferisce a Perth ed intraprende un viaggio catartico attraverso le viscere dell'Australia, scrivendo i primi testi e suonando negli alberghi delle piccole cittadine. Catarsi che porta al ritorno definitivo nel 1979 a Sydney, con determinazioni acquisite ed un nuovo nome che li consegnera' alla storia: INXS ( da pronunciarsi "in excess" ). Il nome e' ispirato dalla commistura tra la band inglese XTC ( sigla che puo' essere letta come "ecstasy" ) e la fortunata pubblicita' di un marchio di marmellate australiane IXL ( onomatopeicamente il protagonista dello spot pronunciava un suadente "I excel in all I do" )..Potevano forse i fratelli Farriss esimersi dal prendere la palla al balzo per l'autocelebrazione? Giammai! Nasce quindi la rielaborazione degli elementi in INXS, con il significato di "inaccesible - inaccessibile".

L'inaccessibile formazione vede quindi 6 membri: Michael Hutchence alla voce, Kirk Pengilly al sassofono, Garry Beer al basso ed il terzetto Farriss con Tim alla chitarra, Andrew alle tastiere e John alla batteria. Ma cosa sono gli INXS? Rock? Pop? Funk? Impossibile con una sola parola o un semplice aggettivo trovare una definizione che sappia descrivere in modo convincente e in ogni piccola sfumatura la loro vicenda musicale.

Mentre qui in Europa siamo nel pieno fulgore dell'epoca new wave, i nostri australiani si definiscono "white-boy dance music", usano tastiere elettroniche che permettono di spaziare tra raffinate atmosfere dark, ritmi dance e luminosi gioiellini pop-funk. Per alcuni sono rockers da stadio, per altri solo autori di frivoli e divertenti ritornelli da classifica. Ma gli INXS sono tutto questo e al tempo stessi nulla di tutto cio'. L'unica certezza e' che dietro alle tante hit da numero uno, ai motivetti in radio e ai bagni di folla che li accompagnano ovunque, si nascondono musicisti veri, che sanno fare maledettamente bene il loro mestiere e sanno sorprendere.


Gli INXS iniziano la loro carriera..album dopo album..il loro sound e' particolare, si evolve di volta in volta, pur mantenendo tratti inconfondibili, come il ritmo delle chitarre, la base delle tastiere, l'uso del sassofono e soprattutto la voce di un leader, assolutamente unico unitamente alla sua estetica ed al suo fascino. Malgrado lo status di rockstar sia ormai consolidato in Australia e negli USA, la band continua pero' ad essere accolta con una certa freddezza in Gran Bretagna e snobbata nel resto d'Europa.

Il 19 Ottobre 1987 esce il sesto album degli INXS, dal titolo KICK ed irrompe su scala mondiale entrando con prepotenza dalla porta principale, diventando da subito una delle pagine piu' brillanti degli anni '80, riuscendo a fondere energia rock, ritmi dance ed ammiccamenti funk. Si parla anche di rock, si..perche' questo lavoro dimostra la capacita' fuori dal comune di prendere sonorita' rockeggianti della fine degli anni '70 e di mescolare con l'elettro-pop degli anni '80, i sassofoni new wave e i ritmi garage e post punk, resistendo nel contempo alla nascita dell'hard rock dei conterranei AC⚡DC. 

Mentre ci stiamo godendo il dualismo Duran Duran - Spandau Ballet ( con punte di Depeche Mode tutt'altro che trascurabili ) , gli INXS arrivano a scompaginare le carte. L'album viene partorito senza tante ambizioni, ma porta, al contrario, un successo incredibile ai sei ragazzi, i quali sfornano un singolo dietro l'altro; 12 tracce originali scritte da Hutchence ed Andrew Farriss, trainate dal singolo d'esordio "Need you tonight", vera e propria bomba che raggiunge la vetta delle classifiche ovunque e riscuote successi di vendita notevoli e forse inaspettati. Musicalmente parlando, niente di particolarmente complicato, oscuro, macchinoso o contorto: soltanto un disco che fa dell'essenzialita', dell'esuberanza e dei ritornelli accattivanti il suo dna..Una dozzina di pezzi..parecchi singoli notevoli tra i quali spiccano appunto


NEED YOU TONIGHT, uno dei pezzi immortali degli anni '80, o MYSTIFY, splendida ballata vagamente soul, con intro per piano - voce e tumultuoso crescendo rock finale, passando per una bellissima e strappalacrime NEVER TEAR US APART, magnificamente scandita dai cori e dal sax di Pengilly. E' il pezzo che vale tutto l'album, con cover celebri riprese da altri artisti ( sara' Joe Cocker in seguito a proporne la piu' famosa ), ma sempre ben lontane dalla bellezza dell'originale.

L'arrivo di KICK fa inevitabilmente breccia in milioni di cuori adolescenti, vuoi per il connubio musicale che li rende nuovi ed interessanti, vuoi per la storia di un gruppo legata indissolubilmente alla figura del proprio attore principale, un frontman dalla voce calda e sensuale e dalle movenze sempre sinuose e trasgressive..Inutile girarci attorno..dai..quando Michael Hutchence arriva ed ammicca alla telecamera seminudo con i suoi capelli ricci e fluenti, miagolando il celeberrimo "come over here" che introduce NEED YOU TONIGHT, dall'altro lato ci sono ragazzine che cadono in delirio, pere precocemente mature staccatesi dall'albero della vita.

Hutchence sembra avere realmente il "diavolo in corpo"..La presenza sempre brillante ed effervescente dentro e fuori dal palco, ed un certo beat di marca stoniana di cui sono intrise molte produzioni della sua band, fanno per un istante intravedere in lui l'erede designato di Mick Jagger.

Michael Hutchence non e' il solito cliche' del bello e dannato, non e' la reincarnazione scontata di un Jim Morrison d'altri tempi. Hutch, come lo chiamano gli amici, ha talento e sensibilita' artistica. Trae ispirazione da tutto cio' di cui s'innamora. E' lui nel gruppo ad avere la visione d'insieme. Ed e' lui che scrive praticamente tutte le parti cantate dei pezzi, e le melodie. 

Ha le idee chiare e sente il bisogno d'intrattenere, quasi a non voler tralasciare nulla. Nessuno in sua compagnia deve sentirsi triste.

Quando gli INXS pubblicano "Kick" Michael ha 24 anni; cresce diventando un pacchetto completo di cui pero' tutti vorrebbero solo un pezzo. Lui con il suo sorriso e la sua voce esprime tutta la  fragilita'; soffre di una malinconia atavica dell'esistenza, l'ossessione di chi ricerca la felicita' propria ed altrui a tutti i costi.

Ha molti amici che con lui dividono la scena musicale del momento: Bono Vox, Simon Le Bon, Michael Stipe. Con loro Hutch trascorre un periodo di eccessi. E' carismatico, incredibilmente generoso, un buono. Ed e' allo stesso tempo timidissimo. Cerca in tutti i modi di sviare le attenzioni che la stampa, il mondo della musica e l'Australia intera riversano su di lui. Ma la sua popolarità e la sua fama lo precedono, e non gli negano un posto fisso in prima linea nelle serate mondane, finendo inevitabilmente e suo malgrado risucchiato dai vizi e da una sorte ineffabile.

Michael e' amatissimo dal pubblico e tra le performance canore e quelle di attore arriva all'apice del successo. E' sempre sotto la luce dei riflettori e sulle copertine delle riviste rosa per le tante relazioni con donne famose.

Nel 1989 si innamora di Kylie Minogue. Lei ha 21 anni..minuta,acerba, lontana miglia dalla popstar che siamo abituati a conoscere. E' una passione di un candore estremo con un Hutchence vulnerabile dalla personalita' lacerata. Torbida e gentile. Quieta e famelica. Dissonanze di una rockstar inizialmente conciliabili. Ma che sotto il peso della celebrita' lasciano le macerie di una relazione. Piange e si dispera quando lascia Kylie. La sua fragilita' non puo' reggere l'impatto con la popolarita'.


Nel 1991 conosce la top model danese Helena Christensen. Con lei vive una relazione apparentemente tranquilla, segnata da un episodio forse solo marginalmente banale: dopo una lite con un tassista a Copenhagen, Michael cade sbattendo la testa sul marciapiede. Gli vengono diagnosticati danni cerebrali estesi che gli provocano la perdita dell'olfatto e del gusto. Al suo risveglio in ospedale e' aggressivo ed insiste per essere dimesso. Passa un mese a letto. Ma la diagnosi e' e resta terribile: danno permanente con lesione del lobo frontale tale che secondo i neurologi potrebbe portarlo a tentare il suicidio. E' un particolare che Helena omette,nasconde, tralascia.

Ma a fare davvero notizia e' la storia che Michael intreccia con la giornalista britannica Paula Yates nel 1994. Lei lo intervista in un talk-show, in un grande letto matrimoniale. Si intrecciano le loro gambe, si fondono indissolubilmente le loro anime.

Paula ha un discreto successo, ha 3 figlie, una dipendenza dalle droghe, il fascino di Marylin Monroe e l'ingenuità apparente di Mary Poppins. Ed e' anche la moglie di Bob Geldof. L'inizio della fine. La loro relazione e' intensa ma tossica, colma di curve e priva di rassicuranti rettilinei. Nel 1996 nasce la loro Tiger Lily, ma Hutch non riesce a godere serenamente di quella paternita'. La sua insicurezza innocente si e' da tempo trasformata in un'insicurezza esistenziale. E' smarrito. Traumatizzato. Confessa all'amico Bono le sue profonde paure. " Non potro' mai sentire il profumo di mia figlia". Giorno dopo giorno inizia a perdere il senso dei propri confini. La relazione con Paula inizia ad andare a rotoli quando nella sua casa viene trovato dell'oppio. Geldof chiede il divorzio. Tra battaglie aggressive per la separazione, la custodia delle loro figlie e della stessa Tiger Lily, reggere gli eventi per Michael diventa quasi impossibile. In corpo, sotto ai suoi meravigliosi completi di Vivienne Westwood, ha sempre piu' eroina e psicofarmaci. Si sta buttando via. E mentre lui perde il proprio contatto con la vita, gli INXS smarriscono la strada.

La stampa si accanisce. Ai Brit Awards del 1996 la popolarita' degli INXS e' gia' in declino. Michael consegna il premio per "Wonderwall" agli Oasis. Nel suo discorso di ringraziamento il simpatico Noel Gallagher se ne esce con un'infelice sentenza: "I cantanti superati non dovrebbero premiare le star del futuro". Hutch ignora, scende dal palco facendo finta di nulla. Ma e' chiaramente ferito. Un colpo basso duro da incassare. Erano un gruppo di fama mondiale. Accettare che le cose stiano cambiando non e' facile. Ne' per lui ne' per la band.

Nel 1997 gli INXS affrontano il loro ultimo tour in Australia. Michael e' sempre più confuso e disperato. Al punto tale da chiamare Bob Geldof e supplicarlo di lasciare che Paula e le bimbe lo raggiungano. E' il 21 Novembre. Ne ha estremo bisogno. 

La mattina del 22 Novembre 1997 il corpo senza vita di Michael Hutchence viene trovato in una stanza d'hotel a Sydney. Il collo stretto in una cintura legata alla chiusura automatica sulla sommita' della porta. Suicidio. Forse. Non un biglietto di commiato. 

Il suo corpo nudo suggerisce l'ipotesi plausibile di asfissia autoerotica motivata da depressione sotto l'effetto di alcool e droghe.

A 37 anni, in un loop senza fine di " soundcheck, sali sul palco,scendi,guida fino alla meta successiva,fuma,fai l'amore,ripeti" arriva l'ora di piombo. Solo chi riesce a sopravviverne puo' raccontarlo. Ed e' paragonato alla neve per gli assiderati. Michael Hutchence scivola via cosi'.

Il giorno prima del funerale in tanti vanno a rendergli omaggio. Il fratello minore gli mette una Marlboro light nella tasca. Nell'altra Paula gli infila un grammo di eroina. Lo stesso fratello porta fuori dalla cattedrale a spalla la bara di Hutch, assieme agli altri membri della band, sulle note di NEVER TEAR US APART, resa se possibile ancora piu' struggente dalla circostanza. 

"Ero in piedi, tu eri li'. Due mondi si sono scontrati e non avrebbero mai potuto separarci." Li' in piedi ci sono Kylie, Helena, Paula. E ci sono tantissimi fiori. Decine di lilium..ed una piccola tigre: la sua minuscola Tiger Lily.

Cosa ci resta degli INXS? Ci resta la musica, tanta musica. E' la band australiana ad aver venduto piu' dischi nel mondo dopo gli AC⚡DC. 

E ci resta il rimpianto per quello che rimane uno dei vocalist piu' appassionati, autentici ed amati dell'ultimo trentennio. 

Sorride tanto Hutch, alla maniera delicata dei piu' timidi, con la sigaretta all'angolo della bocca, i pantaloni di pelle che si stringono sopra l'ombelico e i riccioli davanti all'occhio sinistro.


"Di cosa hai paura davvero Michael?" - "Di perdere l'amore piu' grande della propria vita e non accorgersene..dev'essere terribile".

Se vi capita, ascoltate "Stuck in a moment you can't get out of" degli U2. Se ad occhi chiusi vi sembrera' di rivederci Michael Hutchence che fissa lo sguardo dritto in camera, si infila il giubbotto e sale sul palco..beh..e' perche' quel pezzo Bono Vox l'ha scritto proprio per lui.

Stay Rock Kids 🤘

Alla prossima!

La vostra Teacher SilviettaRock 🖤

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