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L.A.C.K.S. By @fabioaxlsilva : Nightrain

Carissimi e fedeli lackers vi do il mio puntuale bentornato nel nostro solito salotto. 

Per l’ultima puntata targata 2020 ho deciso di fare un viaggio che ci porti via (solo temporaneamente) dalla nostra fedelissima Seattle. Dove andiamo? Andiamo a Los Angeles, più precisamente ad Hollywood, ancor più nel dettaglio negli studi di registrazione della Geffen Records. È il 1987 e i Guns ‘N’ Roses stanno incidendo quello che sarebbe stato il loro album d’esordio Appetite for Destruction. 

Un long playing che negli anni risulterà a detta di tanti l’album d’esordio più incisivo della storia del panorama rock capace di rappresentare un vero e proprio spartiacque tra il palcoscenico cotonato e pieno di paillettes del glam rock e il Seattle sound. Di Appetite for destruction credo siano state decine se non centinaia di storie e aneddoti al limite del leggendario e sinceramente credo non sia possibile fare altrimenti parlandone. 

Perché? Perché è tutto nudo e crudo, adrenalinico energico e chi più ne ha ne metta di aggettivi per descrivere la corsa di un treno in fiamme verso un hangar pieno di benzina. L’esempio del treno non è un caso lasciato a se stesso e sono certo che i Gunners che stanno leggendo hanno già colto il riferimento. Quest’album è lo specchio dei membri della formazione che lo incise: Steven Adler alla batteria, Izzy Stradlin alla chitarra ritmica, Duff McKagan al basso, Saul Hudson in arte Slash alla chitarra leader e Axl Rose voce e front man. Cinque ragazzi scapestrati uniti da varie inclinazioni, una tra le tante era sicuramente la capacità di farsi sbattere a turno in galera facendo saltare numerose serate nei locali. 

Dai, ammettiamolo non era possibile che fosse data alla luce una creatura musicale con un nome diverso da Appetite for Destruction. La canzone di cui ho deciso di parlarvi oggi è quella che più incarna il suddetto AFD a mio parere ovvero Nightrain. Il treno della notte che non si arresta davanti a niente e nessuno; un treno su cui puoi salire solo se sei “ready to crash and burn!”. La genesi della canzone è iconica e ve la spiego con l’aneddoto che raccontò Axl Rose al riguardo in un’intervista durante l’Appetite for Destruction tour. 

“Prima che firmassimo con la Geffen vivevamo di espedienti, lavori saltuari tanto per riuscire a sbarcare il lunario per riuscire nel progetto principale che era la band. Guadagnavamo pochi dollari al giorno, ma ci bastavano per andare nel drugstore sotto casa per andare a comprare della zuppa pronta e cinque bottiglie di Nightrain; un vino dalla gradazione quasi illegale (20% vol alc). Con 1,89 centesimi di dollaro eravamo su di giri per tutta la sera; meglio di così non si poteva!”. 

Niente male come presentazione eh?! Eh eh eh ve l’avevo detto che questa canzone era l’emblema perfetto di rappresentanza della fame di distruzione e devastazione che alimentava i Guns ‘N’ Roses, la stessa fame che li avrebbe portati dallo zero assoluto al diventare la band più pericolosa al mondo (the most dangerous band in the world). Adesso addentriamoci nelle pulsanti membra della canzone cominciando dall’intro in versione live. Axl e soci durante l’odissea delle 192 date live dello use your illusion tour (sì; avete letto bene…Ulisse scansati) appurarono che Nightrain era la perfetta introduzione al loro concerto ed il live al Tokyo Dome nel 1992 ne è la tangibile dimostrazione. Voglio dire siete nel buio quasi totale, palco con illuminazione al minimo, lo speaker che urla le canoniche parole “Hey Tokyo! Rockers! Motherfuckers! From Hollywood Guns ‘N’ Roses!!!”, pochi secondi e…quattro colpi di campanaccio e sbam! La luce abbagliante irradia tutto il palco, Axl solleva l’asta del microfono come Napoleone sguainava la spada prima di attaccare i nemici e comincia il viaggio. 

Il testo é la classica cronaca di una serata all’insegna dello sballo, dell’estasi e di un vorticoso tour de force dal tramonto all’alba tra alcol, droghe e amore “facile”. Ogni strofa è un inno allo state of mind tipico di chi non pensa al domani per vivere istante dopo istante al massimo cavalcando ogni molecola di adrenalina a disposizione. Il ritornello incalza e ti spinge avanti ogni volta che viene cantato, ogni volta con voce sempre più energica e sporca fino a sublimarsi in un compiaciuto “yeah!” come coronamento dello sballo e conclusione del viaggio. 

Il groove generato dalle chitarre di Izzy e Slash emulano una marcia inarrestabile con il classico sound sporco, ruvido e corposo come farebbe una Shelby Mustang del ’69 con miglia e miglia davanti su cui sprigionare ogni cavallo a sua disposizione. La batteria di Adler e il basso di McKagan si fondono e creano la cornice lavorata a regola d’arte per dar ulteriore luce e corpo alla traccia. Anche per oggi siamo inevitabilmente arrivati al termine di questa quinta puntata di L.A.C.K.S. Voglio cogliere al volo l’occasione di farvi i miei migliori auguri per l’anno a venire, che alle 24:00 del 31 dicembre possiate sentire quei quattro colpi di campanaccio e che l’energia di nightrain vi scorra nelle vene per affrontare il 2021 prendendolo per le corna. Io come sempre vi aspetterò qui, seduto sulla mia poltrona accanto al mio fedele giradischi. Stay tuned and FILL YOUR L.A.C.K.S.


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