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Intervista ai Piqued Jacks!

La prima domanda riguarda la vostra storia con il mondo del rock, come lo avete scoperto, e come vi ci siete innamorati?

Il sentimento comune è stato quello di evasione, ma ognuno di noi l’ha raggiunto in modi e tempi differenti. Majic-o (chitarra) dà la colpa un po’ ai Pink Floyd, che l’hanno fatto uscire dal mondo classico della scuola di musica, e un po’ ai batteristi metallari incontrati all’inizio del viaggio, esperti procacciatori di musica mai sentita in radio. HolyHargot (batteria) invece ha conosciuto il rock prima di imparare a leggere e scrivere, grazie al padre appassionato di Deep Purple e Jetrho Tull, roba che certamente non passava su MTV ma che ha subito colto la sua attenzione preparandolo poi al canale dei videoclip. littleladle (basso) sta in mezzo: da un lato anche lui spinto dal babbo nell’oceano del rock – e della disco music anni ’70 – con le audiocassette, dall’altro primo pusher di musica di E-King (voce). L’esplorazione del panorama straniero è arrivata per lui nei primi anni del liceo, con il boom dei lettori mp3 da 64mb (millennials, avete letto bene) e della triade Coldplay, Oasis e Red Hot Chili Peppers.

Com'è nata la band e da dove deriva il vostro nome?

Quando abbiamo smesso di divertirci a far esplodere gli oggetti coi petardi o a trasformare il salotto in un ring per incontri di wrestling, il pallino successivo è stato quello di mettere su una band, anche senza saper suonare nulla. La differenza è che qui non abbiamo mai smesso di divertirci e anzi, abbiamo trovato la nostra dimensione ideale, sia come persone prima, che come musicisti poi.

Il nome lo abbiamo letto su un cartone del latte. In realtà no, ma l’abbiamo scritto così ovunque che ci andava di darvi una risposta diversa dal solito. Vi diciamo solo che c’entrano un jack rotto, uno stile di vita e un’allusione sessuale.

Abbiamo ascoltato i vostri ultimi singoli, "Golden Mine" e "Every Day Special" grande esempio di Alternative rock! Cosa dobbiamo aspettarci dall'album completo? 

Grazie ragazzi, soffermarsi cinque minuti e dedicare il proprio tempo anche ad una singola canzone è qualcosa che non si fa più molto purtroppo. “Synchronizer”? È l’album più completo e vario che abbiamo mai scritto, ogni “anima” che abbiamo incarnato nei dischi precedenti sarà presente, sia il funky, siano le ballad al piano, il rock aggressivo, il pop da viaggio o le strumentali epiche. Alla produzione ci sono 3 dei migliori producers inglesi del momento: Brett Shaw (Florence + The Machine), Julian Emery (Nothing But Thieves) e Dan Weller (Enter Shikari). Aspettatevi di volerlo aggiungere alla vostra collezione.


Qual è il vostro gruppo preferito e quello da cui vi ispirate e perché? 

Sulle band preferite è meglio non iniziare, rischiamo di sconfinare nel 2022. Durante la genesi del nuovo disco ognuno di noi si è sbizzarrito con gli ascolti a suo modo e qualcuno è pure finito per influenzare “Synchronizer” in uno o più momenti del percorso. Majic-o (chitarra) dice Nothing But Thieves prima che invadessero ogni radio possibile, HolyHargot (batteria) l’ultimo disco degli Snow Patrol, littleladle (basso) le cose più recenti dei Biffy Clyro e E-King (voce) “Thank You For Today” dei Death Cab For Cutie. 


Di tutti i concerti live che avete visto quale vi è rimasto più impresso e quale vi ha deluso? 

Andiamo con le risposte singole? Andiamo con le risposte singole.

Majic-o. Best: Toto a Roma, il gruppo della vita, live pazzesco / worst: silenzio stampa, dalle sue parti (Puglia, ndr) ne passavano pochi, ma la qualità era alta.

HolyHargot. Best: Deep Purple a Parma, a 10 anni, il primo vero live mai visto / worst: Deep Purple a Pistoia, i “ragazzi” erano in pessima forma, lì è crollato il mito.

littleladle. Best: New Order + Elbow a Lucca, con il babbo, grande significato a livello affettivo / worst: RHCP a Udine, concerto breve e poco feeling, minato dall’imminente addio di Frusciante.

E-King. Best: Mumford & Sons a Pistoia, energia unica, show esemplare / worst: RHCP a Udine (vedi sopra), complici le troppe aspettative da fan giovani e sfegatati.

Quale sono i progetti per il vostro futuro? 

Qui concordiamo tutti: girare il mondo e fare più concerti possibili. Sparire, un po’ come è successo nel 2020, ma con un’accezione del tutto opposta.



Se doveste descrivere il rock con una sola canzone, quale sarebbe? 

A forza di nominare gruppi degli anni ’70 ci prenderete per dei riccardoni (che non siamo), ma “purtroppo” l’emblema di questo genere non può non essere “Whole Lotta Love”. Quel pezzo ha tutto.

I giovani oggi sembrano essere molto meno rock che un tempo,! a cosa è dovuto secondo Voi? E come possiamo, tutti insieme, cambiare questo trend? 

I fattori sono tanti, non pensiamo che la risposta sia semplice. Il rap, passateci il termine, è indubbiamente il nuovo rock, perché incarna una certa attitudine trasgressiva e un modo di vivere che prima era più associato alle rockstar. Il rock vero e proprio è ormai una strada percorsa da pochi, col risultato che anche quella fetta di pubblico che lo cerca, trova un’offerta molto limitata. Sarebbe bello poter scoprire molti più musicisti in grado di far proprio il genere in chiave moderna, ma certamente il cambiamento non può arrivare solo da chi ha la chitarra in mano. Una cultura musicale più diffusa aiuterebbe nell’apprezzare e far fiorire il rock, che purtroppo non è mangiato soltanto da tutti gli altri generi ma anche – e insieme ad essi – dalle logiche del business che spesso appiattiscono l’espressione artistica.


Il nostro blog nasce con l'intento di far avvicinare i più giovani al magico mondo del rock, i vostri consigli? 

Intanto iniziate ad ascoltare un po’ di Piqued Jacks la mattina mentre vi lavate i denti. Poi chiedete ai vostri genitori, c’è una buona probabilità che abbiano almeno un disco clamoroso nella loro collezione. Due buone abitudini sempre valide comunque, sono quella di uscire dalla propria comfort zone per stimolare la voglia di ricerca e quella di concentrarsi nell’ascolto, immergendosi in un album o un brano con cognizione di causa, senza dare la musica per scontata. Imparare ad apprezzare la musica senza confini può solo giovare a chi ne fruisce e a chi la produce, che si parli di rock o di jazz, e può aprire porte che si affacciano sul mondo dell’underground e di cui c’è molto bisogno.

Secondo voi ci sono band che,ora come ora, possano essere il futuro del rock? Se si quali? (A parte Voi!)

Domanda difficile, che dimostra quanto appena detto. Diciamo i Viagra Boys da Stoccolma, a cui avremmo aggiunto i Pale Seas da Southampton, se non avessimo appena scoperto che non esistono più. Buttiamo dentro i Sir Sly da Los Angeles.

In un ultimo vi chiedo per Voi cosa significa la parola ROCK?

Roccia!

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