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Lez Rock L.A.C.K.S. By Fabioaxlsilva: Andando via, N.O.C.H

Hey Lackers! Ci siete?! Bentornati nel salotto di L.A.C.K.S. per la prima volta in questo 2021. Spero vivamente abbiate smaltito i postumi da sbornia mediatica a suon di “addio 2020!” che oggi a L.A.C.K.S. partiamo con un pezzo appena venuto al mondo. 

Oggi il nostro giradischi posa la sua puntina sull’album dal titolo “Welcome to shady valley” e parleremo di un brano in particolare. “Andando via” è il titolo di questa canzone estratta dal sopracitato album a firma N.O.C.H.. A questo punto comprensibilmente vi starete domandando chi diamine siano; beh di loro posso dirvi che sono una band formata nel 2018 nel panorama underground fiorentino e che sfoderano ogni arma a loro disposizione per far tremare il suolo come un terremoto e per farvi scavare in fondo all’anima in un turbine continuo di introspezione. 


Approfondiremo il focus su di loro prossimamente con la pubblicazione di una lunga intervista recentemente concessami. Fidatevi, ne vedremo e sentiremo delle belle. Torniamo adesso a concentrarci sulla canzone e sui suoi aspetti peculiari e caratteristici come il suo testo nato dalla penna di Marco Visconti (batteria e penna). Andando via è una vera immersione nel subconscio di chi è alla ricerca di se stesso dopo che una tempesta si è abbattuta sulle sue sicurezze o presunte tali. 


Sicuramente sono state spazzate via le colonne portanti su cui stava costruendo un qualcosa che riteneva indissolubile nel tempo. Il brano si apre con un riff di basso che riecheggia in modo continuo durante tutto il pezzo come se volesse fungere da spirito guida sul giusto sentiero da percorrere. L’atmosfera che si viene a creare durante l’ascolto è un salto in una vera e propria selva oscura di Dantesca memoria; un’oscurità che attanaglia il protagonista e con le unghie gli strappa di dosso ogni briciola di quiete e serenità che aveva provato fin lì. 

La batteria per mano di Marco Visconti scandisce ogni passo che affonda nel sentiero melmoso. Colpi duri e netti che fanno percepire la fatica del protagonista durante il cammino. A completare il tutto la sua chitarra sotto le dita di Marco Giannelli crea sonorità cupe, graffianti, e piene di energia come se una tempesta si stesse per abbattere su questa selva. Immergersi in una foresta di entità oscure che ti divorano instillando profondi dubbi esistenziali è un viaggio che in pochi (ed uso un eufemismo) si augurano di fare, eppure ascoltando la voce narrante di Fabrizio Clima (voce e basso) nello scorrere del pezzo si riesce a comprendere ed elaborare che il modo di ottenere la piena coscienza di noi stessi e voltare pagina esiste. Esiste nutrendoci della consapevolezza del nostro libero arbitrio, dissetandoci della dolce rugiada dei bei ricordi, camminando con passo leggero su quel terreno fangoso dei nostri ricordi più bui. Nonostante tutto il freddo e il buio della foresta tenterà in ogni modo di avvinghiarvi nella propria ipotermia emotiva; ci proverà, ma non lo farà. No! Non lo farà come non creerà in voi la convinzione che il destino abbia truccato i dadi per farvi perdere tutto. Non c’è trucco che vi faccia perdere la radiosa consistenza della vostra anima; sicuramente non quella di chi è capace di una tale capacità di introspezione. 


Andatevene via da chi vi offre facili soluzioni, andate via da chi vi dice che non fa male, andate via da chi vi dice che “la vita è così”; andate via specialmente da loro perché la vita può essere molto peggio e voi siete unici. Non siete niente di riproducibile, imitabile o standardizzabile; siete voi e questo basta più di quanto si creda. Andate via dall’immagine che il mondo vuole mostriate e entrate dentro voi stessi che anche nella foresta più fredda della terra la primavera si scioglie. Ed è andando via anche io che oggi vi saluto. Lo faccio lasciandovi in dono la lettura del testo del brano, spero vivamente offra anche a voi tutta la consapevolezza che anche a me ha donato fin dal primo ascolto. Arrivederci alla prossima miei carissimi Lackers, STAY TUNED AND FILL YOUR LACKS.

“Andando Via” By N.O.C.H.

Perduto nel tempo

Inequivocabilmente perso e non m’importa nulla

Paranoia distillata filtra nei muri di legno e riempie le crepe con richiami sussurrati

Non voglio parlare di cosa è successo non posso cambiare che cosa è successo

Non voglio parlare di cosa è successo

Non posso cambiare che cosa è successo.

È ora di cambiare di portare via il dolore

Mio destino riesci a sentirmi fluttuando via scomparendo svanendo nell’aria

Scomparendo lentamente senza mai essere stato qui

Il freddo silenzio ha la tendenza ad atrofizzare tutto

Il senso di compassione trova la bellezza nella dissonanza

L’universo è ostile così impersonale si divora per sopravvivere

Così è sempre stato e così sempre sarà

Ricordo quel giorno in cui il fiume straripò e di come raggiunsi la cima dell’aura

La luce del giorno svanisce lasciando fredde fluorescenze tra di noi

Ciò che vedo non avrà mai fine non sono più me stesso da quando la luce se n’è andata via

E l’unico squarcio che riesco a vedere è il fine più abietto di un nuovo agognato orizzonte

Andando via

Andando via

Andando via

Andando via!!!


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